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Mercoledì 08 Settembre 2010

Un incontro

Incontriamo Michela e Matteo. E' il loro primo incontro congiunto. Negli incontri individuali per l'acquisizione del consenso avevano già avuto la possibilità di farsi conoscere, di raccontare la loro storia, di far ascoltare il loro punto di vista. Sono entrambi tesi, nervosi, evitano di guardarsi.

Sappiamo quanto sia importante per loro, in questi primi momenti, sentirsi accolti, iniziare a prendere confidenza con la stanza di mediazione, e quindi, per prima cosa cerchiamo di metterli a loro agio, di rassicurarli. Poi spieghiamo il senso del nostro incontro, il significato del percorso di mediazione. Chiediamo, infine, ad entrambi, uno alla volta, di fare la fotografia del momento che stanno vivendo.

E' molto difficile per loro trovarsi fianco a fianco e doversi ascoltare, si aggrediscono reciprocamente di continuo e noi mediatori dobbiamo fare un grosso sforzo per cercare di contenerli. Sentiamo forte il loro bisogno di dare sfogo alle emozioni. Ma sentiamo anche la necessità di ristabilire l'ordine, di richiamarli al rispetto reciproco, per dare ad entrambi la possibilità di esprimere la propria opinione, di raccontare la propria storia, in presenza dell'altro.

Mercoledì 12 Maggio 2010

Fuori dalle "etichette"

Anna e Marco, rispettivamente 26 e 27 anni, sono separati da un anno e hanno tre bambini piccoli: Alessandro di 6 anni, Roberto di 3 e Luca di 8 mesi, nato quando erano già separati.

Quando si incontrano nella stanza di mediazione, sui loro volti si legge tensione e preoccupazione: è da molto tempo che non parlano e che non si ritrovano seduti l'uno accanto all'altro.

Negli ultimi mesi tra loro ci sono state solo "comunicazioni di servizio" per la gestione dei bambini.

I mediatori chiedono loro di provare a dare una fotografia della loro situazione attuale e Marco esordisce dicendo che vorrebbe semplicemente vedere i suoi figli, ma questo non gli è consentito. E' molto sfiduciato, dice di essere stanco di dover combattere per poter ottenere quello che è un suo diritto ed è convinto che non ci sia nulla da fare perché le cose cambino. Vuole solo avere la possibilità di fare il padre e teme che i bambini, Alessandro in particolare perché più grande e più consapevole, stiano soffrendo per la sua assenza.

Lunedì 26 Aprile 2010

Genitori allo specchio

Genitori allo specchio, genitori che si confessano, che raccontano della percezione di fallimento, del senso di impotenza, della vera e propria disperazione ... genitori che hanno perso il piacere del rapporto con i figli per non perdere il potere legato a quel ruolo.

Quando è cominciata questa sensazione di malessere, da quanto tempo sento come genitore di non riconoscere più mio figlio?

Come dal tempo del gioco spensierato, della condivisione dello stupore, dell'abbraccio si è passati alla banale stereotipia dei giochi di ruolo, alla comunicazione-informazione: "Com'è andata a scuola?"

Lunedì 19 Aprile 2010

A proposito di famiglia

Riflessioni sul film "Ricordati di me" di Gabriele Muccino

Da qualche tempo, tutti i temi che riguardano la famiglia, specie quando al suo interno le relazioni creano conflitti e legami disperanti, catturano l'interesse della opinione pubblica. Verosimilmente sarà perché quello di cui si parla è comune alle nostre famiglie, a quelle della porta accanto, a quelle della nostra società.

Gli elementi che le contraddistinguono individuano, fondamentalmente forme di disagio, di sofferenza, di difficoltà nella comunicazione. E' come se ciascuno dei componenti la famiglia si fosse costruito uno spazio personale, invalicabile, incomunicabile all'interno del quale rimugina la sua solitudine, attribuendone la causa agli altri.

Il contratto iniziale della coppia coniugale che prevedeva la condivisione di un sogno sembra infranto: le clausole contrattuali, disattese, impongono una sorta di risarcimento la cui richiesta, per lo più rabbiosa, produce la lite o il silenzio dolente.

Lunedì 12 Aprile 2010

Compaesani

Giovanni, 16 anni, è stato denunciato per ingiurie e lesioni da un adulto, suo compaesano, Francesco. Quest'ultimo è transitato con la propria automobile ad elevata velocità, in due occasioni distanziate da un breve intervallo di tempo, davanti all'abitazione di Giovanni che si trovava in compagnia dei propri nipotini. Giovanni lo ha aggredito verbalmente e lo ha schiaffeggiato.

L'atmosfera tra i due, in mediazione, è particolarmente tesa. Francesco è offeso per l'affronto subito, peraltro alla presenza dei suoi familiari. Giovanni rivendica le sue ragioni: si è sentito in dovere di proteggere i suoi nipotini dalla condotta sconsiderata di Francesco.

I mediatori concedono ai mediati il "tempo" di esprimere i propri punti di vista, ne rispecchiano le emozioni e indirizzano l'attenzione verso le esperienze esistenziali di entrambi. Giovanni è rimasto orfano di padre in tenera età e, pertanto, ha dovuto assumere precocemente pesanti responsabilità: il bisogno di protezione nei confronti dei nipotini è espressione di questa sua "adultizzazione", ma assume anche il carattere di esigenza personale frustrata.

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