Anna lo guarda con diffidenza, non crede alle sue parole né alla sua buona fede. Lo reputa immaturo ed irresponsabile, non si fida di lui ed è questa la ragione per cui non gli consente di tenere con sé i bambini. Dice di aver sofferto molto della assenza di Marco, incapace di esserle di aiuto, soprattutto durante le gravidanze e nella gestione della famiglia. Racconta una serie di episodi in cui Marco ha dimostrato di non essere in grado di badare ai bambini e non mostra alcun tipo di apertura rispetto alla possibilità che Marco stia con loro in sua assenza.
La loro storia inizia quando erano ragazzini ed il matrimonio arriva presto, quando si annuncia la nascita di Alessandro. Con il matrimonio iniziano le difficoltà e le incomprensioni dovute anche alle "ingerenze" delle rispettive famiglie.
Marco soffre per la rottura dei rapporti tra Anna e sua madre e si vede costretto a vivere esclusivamente con la famiglia della moglie.
Anna non tollera gli atteggiamenti "adolescenziali" di Marco, i tradimenti e la "vita disordinata" che lui continua a condurre, nonostante ormai abbia una famiglia e dei bambini a cui badare.
I mediatori specchiano le loro emozioni: la rabbia e il dolore di Marco che vorrebbe vivere pienamente la sua paternità; la solitudine e la delusione di Anna, che non ha un compagno con cui condividere le responsabilità e le fatiche legate alla gestione dei tre bambini.
Entrambi sono imprigionati dietro le "etichette" che si sono dati reciprocamente e che impediscono loro di scorgere possibili comportamenti di cambiamento: Marco è il padre inaffidabile e bugiardo; Anna è la madre diffidente e sfiduciata.
I mediatori li invitano a provare a guardare l'altro con occhi più benevoli ed a pensare che ognuno si fa portatore della sua verità, meritevole di rispetto e non censurabile solo perché "diversa" dalla nostra.
Anna e Marco affrontano un percorso di mediazione lungo e faticoso, nel quale investono tante energie, provano a fare una serie di piccoli "esperimenti" per migliorare il loro rapporto.
Anna si impegna a rispondere alle telefonate di Marco.
Marco si impegna ad essere più puntuale e preciso.
Provano ad uscire insieme ai bambini, concordando preliminarmente ogni dettaglio insieme ai mediatori, che li accompagnano lungo un percorso di recupero della fiducia reciproca.
Non sempre le cose vanno per il verso giusto: durante la mediazione ci sono arresti, passi indietro, frenate brusche e riprese.
Ma alla fine del percorso entrambi mostrano gratitudine nei confronti dei mediatori: dicono di aver imparato a sperimentare nuove strade, a concedersi reciprocamente altre possibilità, a comprendere che non sempre le cose sono così come noi le vediamo.
Le loro comunicazioni sono migliorate, i bambini sono più sereni e, a breve, Marco potrà andare a trovare i suoi bambini a casa il pomeriggio, aiutarli a fare i compiti, portali fuori a fare una passeggiata, con il consenso di Anna.