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La sofferenza e la solitudine di due adolescenti nella stanza di mediazione
Anna e Nicola in passato erano amici e compagni di scuola. Una sera, dopo una festa, Anna rimane sola con Nicola ed un altro amico e i due tentano di abusare di lei.
Nella stanza di mediazione siedono una accanto all’altro ma evitano di guardarsi e di rivolgersi parola. I mediatori chiedono loro, uno alla volta, di ricordare l’accaduto e accolgono la sofferenza di Anna e la solitudine di Nicola. Entrambi i ragazzi raccontano il cambiamento avvenuto nelle loro vite dopo quella sera.
L'amico ritrovato
Dario e Saverio sono due compagni di scuola. Abitano nella stessa strada e si frequentano anche come amici. Un giorno all’uscita di scuola, mentre attendono l’autobus per tornare a casa iniziano a prendersi in giro e poi a discutere. La discussione si fa sempre più accesa, tanto da suscitare la curiosità di quanti si trovano accanto a loro alla fermata dell’autobus. Saverio prende in giro Dario perché è molto bravo a scuola e Dario, stanco delle continue offese e di essere sempre etichettato come “secchione”, si rivolge a Saverio rispondendogli in maniera violenta e offensiva. A quel punto Saverio, in preda alla rabbia per le offese ricevute, schiaffeggia Dario che perde l’equilibrio e cade a terra. L’autobus arriva e Saverio sale lasciando Dario a terra.
Durante gli incontri individuali per l’acquisizione del consenso entrambi i ragazzi raccontano l’episodio dal loro punto di vista e le conseguenze che hanno dovuto sopportare nei mesi successivi. Dario è molto arrabbiato. A causa dello schiaffo ha subito la rottura del timpano e per questo ha dovuto rinunciare alla sua passione, diventare un tuffatore.
Convegno "Uno sguardo nella stanza di mediazione"
17 dicembre 2010 - BARI - Hotel Rondò
Nel corso dei workshop saranno presentate sessioni di mediazione familiare e penale attraverso l'utilizzo di materiale audiovisivo.
Primo incotro di mediazione familiare con Anna e Michele
Anna e Michele, separati da cinque anni, arrivano al centro di mediazione dietro suggerimento dei loro avvocati.
Da quando Michele è andato via da casa non comunicano più: utilizzano la loro figlia di dieci anni, Martina, per le "comunicazioni di servizio" e quando hanno la necessità di parlare di problemi più complessi, lo fanno esclusivamente alla presenza dei loro avvocati.
Anna dichiara subito che tra loro non c'è mai stata comunicazione: lei e Michele sono persone troppo diverse e questa diversità è stata la causa del loro allontanamento, soprattutto dopo la nascita di Martina. Vuole comprendere in cosa consiste il percorso di mediazione, ma mostra al riguardo un atteggiamento timoroso: teme di perdere la serenità e l'equilibrio faticosamente ritrovato nel corso di questi ultimi anni e sente di non avere le energie per tornare ad affrontare argomenti troppo dolorosi riguardanti il suo passato con Michele.
Sbirciando nella stanza di mediazione
Il 21 ottobre 2010 in occasione della Giornata Nazionale della Mediazione Familiare, il C.R.I.S.I. organizza, presso la sede del Centro in Via Amendola 120 a Bari, un momento di riflessione e sensibilizzazione sulla Mediazione Familiare dal titolo “Sbirciando nella stanza di mediazione”.
Scopo dell’evento è far conoscere la pratica della Mediazione dando la possibilità a chiunque sia interessato di guardare cosa accade nella stanza di mediazione e di riflettere con i mediatori del C.R.I.S.I. sulla metodologia e l’efficacia dello strumento mediativo.