Lunedì 26 Dicembre 2011

La sofferenza e la solitudine di due adolescenti nella stanza di mediazione

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Anna e Nicola in passato erano amici e compagni di scuola. Una sera, dopo una festa, Anna rimane sola con Nicola ed un altro amico e i due tentano di abusare di lei.

Nella stanza di mediazione siedono una accanto all’altro ma evitano di guardarsi e di rivolgersi parola. I mediatori chiedono loro, uno alla volta, di ricordare l’accaduto e accolgono la sofferenza di Anna e la solitudine di Nicola. Entrambi i ragazzi raccontano il cambiamento avvenuto nelle loro vite dopo quella sera.

Anna è completamente cambiata, ha perso l’innocenza e la spensieratezza che caratterizzano la sua età, si è trasformata in un’altra persona.

Nicola racconta le difficoltà vissute a causa della solitudine e del pregiudizio degli altri e soprattutto l’incrinatura del rapporto con la madre. Nicola vive solo con la madre sin da quando il padre decise di andar via di casa e da allora il loro rapporto è stato caratterizzato da reciproca fiducia e profondo affetto. Nicola sente di aver offeso con il suo comportamento non solo Anna, ma anche sua madre e soffre molto per questo.

I mediatori rispecchiano il dolore dei due ragazzi e la fatica di entrambi per essere stati costretti a crescere in fretta. Grazie alla mediazione Anna ha avuto la possibilità di farsi ascoltare e di trovare un senso a tutto ciò che aveva vissuto, mentre Nicola ha avuto modo di confrontarsi con Anna e dimostrarle il proprio dispiacere.

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