Mercoledì 17 Novembre 2010

L'amico ritrovato

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Dario e Saverio sono due compagni di scuola. Abitano nella stessa strada e si frequentano anche come amici. Un giorno all’uscita di scuola, mentre attendono l’autobus per tornare a casa iniziano a prendersi in giro e poi a discutere. La discussione si fa sempre più accesa, tanto da suscitare la curiosità di quanti si trovano accanto a loro alla fermata dell’autobus. Saverio prende in giro Dario perché è molto bravo a scuola e Dario, stanco delle continue offese e di essere sempre etichettato come “secchione”, si rivolge a Saverio rispondendogli in maniera violenta e offensiva. A quel punto Saverio, in preda alla rabbia per le offese ricevute, schiaffeggia Dario che perde l’equilibrio e cade a terra. L’autobus arriva e Saverio sale lasciando Dario a terra.

Durante gli incontri individuali per l’acquisizione del consenso entrambi i ragazzi raccontano l’episodio dal loro punto di vista e le conseguenze che hanno dovuto sopportare nei mesi successivi. Dario è molto arrabbiato. A causa dello schiaffo ha subito la rottura del timpano e per questo ha dovuto rinunciare alla sua passione, diventare un tuffatore.

Saverio è  in messa alla prova: continua ad andare a scuola e svolge servizio di volontariato sociale per alcune ore alla settimana, deve tornare presto a casa la sera e sta vivendo un periodo difficile anche a casa con i genitori. E’sinceramente dispiaciuto per tutto quello che è successo e spera di incontrare Dario per chiedergli scusa e per provare a riallacciare il rapporto con lui, visto che continuano a vedersi a scuola tutti i giorni, ma non si sono mai più parlati. Anche Dario dopo aver parlato con i mediatori decide di dare il consenso ad incontrare Saverio.

Il giorno dell’incontro congiunto sono entrambi molto nervosi. Siedono uno accanto all’altro, ma non osano guardarsi. I mediatori spiegano il senso dell’incontro di mediazione e invitano i due ragazzi, in breve, a raccontare l’episodio che li ha visti protagonisti. Il primo a raccontare è Saverio, poi tocca a Dario. Successivamente i mediatori spiegano che, al di là del racconto dei fatti, è importante che i ragazzi possano raccontare ora che sono uno accanto all’altro a cosa è cambiato nelle loro vite e le conseguenze di ciò che è accaduto. Con l’aiuto dei mediatori entrambi riescono a parlare di tutto quello che hanno sofferto, delle difficoltà che hanno incontrato e delle rinunce che hanno dovuto fare; si ascoltano, si guardano, si riavvicinano. Si chiedono scusa a vicenda: Saverio chiede scusa a Dario per quello schiaffo che lo ha portato a dover rinunciare alla sua grande passione, i tuffi. Dario chiede scusa a Saverio perché, a causa della sua denuncia, ha dovuto rinunciare a vivere la spensieratezza della sua età e ha dovuto subire tutto l’iter giudiziario.

Adesso sono molto più tranquilli, sorridono, si guardano, si parlano. Saverio esprime il desiderio di poter riabbracciare il suo amico ritrovato e così si alzano e si abbracciano.

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