TRA.MA. – per il Trattamento dei Maltrattanti

Progetto realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità

 

Il progetto è gestito da C.R.I.S.I. S.c.ar.l. Onlus in partenariato con Associazione di volontariato Impegno Donna, Sinergia Società Cooperativa Sociale, Associazione di promozione sociale Centro Antiviolenza Riscoprirsi, Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano Bitonto ONLUS.

Partendo dall’esperienza in corso, si intende strutturare un intervento che, consolidando specifici percorsi  rivolti  agli  uomini  autori  di  violenza  che  ad  oggi  presuppongono  un’adesione  volontaria  da  parte  dei destinatari  –  possa  condurre  alla  sperimentazione  di  un  percorso  di  intervento  e  recupero  rivolto  agli uomini maltrattanti, che esiti in un protocollo “trattamentale” all’interno dell’iter giudiziario.

La finalità generale del progetto, dunque, prevede un intervento diretto sul paradigma culturale maschile,  tanto in fase ex ante quanto in fase ex post, ovvero rivolto sia agli uomini già autori di comportamenti  violenti, sia a uomini potenzialmente capaci e/o in procinto di metterli in atto; con entrambe le tipologie  di  destinatari  si  adotteranno  metodologie  e  strumenti  propri  della  giustizia  riparativa,  al  fine  di  ridurre l’impatto della violenza sulla vittima e su tutta la comunità di riferimento,  in caso di violenza già agita, ma anche con lo scopo di prevenire l’agito violento e dunque di ridurne l’incidenza sulle potenziali vittime e su tutta la comunità.

Le attività previste perseguiranno dunque i seguenti obiettivi:

  • l’interruzione della violenza;
  • l’assunzione della responsabilità del comportamento violento;
  • cambiamento della modalità di relazione;
  • la prevenzione della recidiva.

Il progetto si svilupperà sul territorio regionale e, in particolare negli ambiti di Foggia, Bari, BitontoPalo e Barletta-Andria-Trani.

L’azione progettuale si struttura in 4 fasi.

Fase 1: Indagine, mappatura e strutturazione dei percorsi di recupero

La prima fase prevede l'identificazione del profilo e dei fabbisogni dell’uomo e giovane adulto autore di violenza e trasferimento delle esperienze, pratiche e metodologie efficaci attraverso:

  • analisi delle buone prassi sia a livello nazionale che a livello europeo;
  • rilevazione  e  comparazione  dei  modelli  organizzativi  già  elaborati  e  sperimentati  sul  territorio dai partners;
  • elaborazione di un modello condiviso per l’attività di presa in carico degli uomini e giovani  adulti maltrattanti o potenzialmente tali;
  • elaborazione di un modello condiviso per l’attività da effettuare negli istituti penitenziari con  gli autori di reati relativi alla violenza di genere.

Fase 2: Formazione

L’attività di formazione si sviluppa su tre livelli:

  • formazione interna per gli operatori del progetto
  • formazione per gli operatori dei Centri Antiviolenza e per gli operatori dei centri che sono in procinto di avviare attività per gli uomini e giovani adulti maltrattanti
  • sensibilizzazione e formazione trasversale per gli operatori sociali degli Ambiti di riferimento, per gli operatori degli Istituti penitenziari e per le Forze dell’Ordine.

Fase 3: Implementazione

L'implementazione prevede due fasi prelimiari:

  • Attivazione e formazione della rete degli stakeholders, mediante il coinvolgimento attivo di Enti e Istituzioni  (Tribunali,  Avvocati,  Forze  dell’Ordine,  Servizi  e  strutture  sociali  territoriali,  ecc.)  nonché dell’associazionismo locale impegnato a diverso titolo nell’assistenza alle vittime. Lo scambio reciproco di esperienze,  conoscenze  e  competenze  tra  i  servizi  già  presenti  sul  territorio  favorirà  la  collaborazione, anche in vista degli obiettivi comuni da raggiungere.
  • Definizione dei principi generali di funzionamento e delle prestazioni da fornire, puntando in particolare alla specializzazione dei due modelli di intervento.

A seguito delle fasi preliminari si procede con la sperimentazione dei due modelli condivisi:

Percorsi  per  uomini  e  giovani  adulti maltrattanti

Il  percorso  sarà  sperimentato  dal  C.R.I.S.I.  nell’ambito  territoriale  della  città  di  Bari,  dall’Associazione Impegno  donna  nell’Ambito  territoriale  della  città  di  Foggia ,  dalla  Fondazione  Santi  Medici  di Bitonto,  nell’ambito  territoriale  di  Bitonto-Palo  del  Colle  e  dall’Associazione  Riscoprirsi  nell’Ambito territoriale di Barletta-Andria-Trani.

  • Accesso al servizio: Il progetto prevede l’attivazione di una linea telefonica dedicata, con la finalità di facilitare l’accesso al colloquio individuale. La linea telefonica consentirà agli utenti di esprimere le loro richieste conferendo direttamente con un operatore o incidendo un messaggio sulla segreteria telefonica. La consulenza telefonica è rivolta agli uomini e giovani adulti che desiderano capire se stanno mettendo in atto comportamenti di violenza domestica o maltrattamenti contro donne e minori e uomini che agiscono con violenza o che manifestano problemi di gestione dell’impulso aggressivo. La consulenza telefonica consente la instaurazione di un primo rapporto con l’utente. L'accesso al servizio può avvenire anche attraverso la segnalazione da parte delle Forze dell’Ordine, UEPE e CGM. Attraverso la siglatura di un protocollo operativo ad hoc, le Forze dell’Ordine, in tutte quelle situazioni di abuso e maltrattamento, segnaleranno agli uomini che hanno agito violenza e alle loro vittime, la presenza dei centri sul territorio, per affiancare alle azioni repressive anche adeguate attività di prevenzione per gli autori stessi. L’UEPE procederà all’invio dei casi ai centri per l’attivazione di un percorso per uomini maltrattanti in due differenti casi: nel caso in cui sia attivata la misura alternativa della messa alla prova prima dell’attivazione del Procedimento penale e nel caso di misure alternative a fine pena. Il Centro Giustizia Minorile, con l’ausilio degli USSM territoriali provvederà alla segnalazione e all’invio dei casi ai centri per l’attivazione di un percorso per giovani adulti maltrattanti nel caso in cui sia attivata la misura alternativa della messa alla prova prima dell’attivazione del Procedimento penale.
  • Attività prima accoglienza e orientamento: L’attività di prima accoglienza e orientamento si realizza successivamente alla consulenza telefonica o all’invio da parte dei servizi individuati. L’utente viene messo nelle migliori condizioni ambientali per affrontare un colloquio riservato. In questo senso l’accoglienza ha a che fare, oltre che con la dimensione della preparazione professionale del personale, anche con la dimensione organizzativa di spazi e tempi e, pertanto, non viene trascurato alcun particolare che possa contribuire a mettere a proprio agio l’utente. La presa in carico si articola nell’offerta di percorsi di sostegno socio-psicologico ed educativo sia individuali che di gruppo, rivolti agli uomini  e giovani adulti che agiscono violenza, finalizzati a sviluppare maggiore comprensione del proprio comportamento violento, alla luce della propria storia personale o dei modelli familiari; a restituire una maggiore responsabilità rispetto al proprio comportamento violento; ad analizzare i meccanismi emotivi che conducono alla violenza; ad imparare a gestire situazioni conflittuali.

Percorsi per autori di reati legati alla violenza di genere e sex offender negli Istituti penitenziari.

Il percorso per autori di reati legati alla violenza di genere sarà sperimentato dal C.R.I.S.I. presso la Casa Circondariale  di  Trani  e  la  Casa  Circondariale  di  Turi  e  dall’Associazione  Impegno  donna  nella  Casa Circondariale  di  Lucera.  Entrambi  i  percorsi  saranno  effettuati  in collaborazione con la Coop. Soc. Sinergia di Bitonto e l’Associazione Riscoprirsi di Andria. Saranno  realizzati  percorsi  specifici  di  recupero  di  detenuti  autori  di  violenza,  finalizzati  a  prevenire  eventuali recidive, attraverso il potenziamento delle capacità di interazione interpersonale e l'integrazione socio-lavorativa.

  1. I percorsi prevedono una prima fase di orientamento attraverso colloqui individuali con i detenuti che  richiedono  di  partecipare  al  progetto  per  la  valutazione  della  motivazione,  della  capacità  di  lavorare  in gruppo e del grado di consapevolezza della violenza agita.
  2. La seconda fase prevede l’attivazione dei gruppi su: gestione del conflitto; prevenzione della recidiva;  comunicazione e abilità sociale. In questa fase si andrà a realizzare anche in carcere il paradigma riparativo: esso si concretizzerà in un percorso  guidato  da  esperti,  di  rielaborazione  del  disvalore  dell’atto  criminoso,  di  comprensione  del significato lesivo della dignità della vittima, di costruzione di possibili strategie riparative in favore della vittima e/o della collettività
  3. La terza fase prevede l’implementazione di un percorso di MotivAzione, finalizzato allo sviluppo di un  percorso  professionale  di  vita  e  lavoro,  mediante  attività  di  orientamento,  sviluppo  di  competenze  lavorative e professionalizzanti, sviluppo guidato di un Action Plan.  Per tutta la durata del percorso proseguiranno i colloqui individuali focalizzati e di feedback.  

Fase 4: Validazione e trasferibilità

La fase di validazione e trasferibilità prevede:

  • Validazione dei modelli operativi testati
  • Definizione di Linee Guida per contenuti e fasi degli interventi di presa in carico dei soggetti maltrattanti
  • Attività di disseminazione dei risultati, attraverso il trasferimento dei modelli operativi per l’adattamento ad altri contesti di applicazione.

ATTIVITA' DI DISSEMINAZIONE:

Locandine e brochure:

Eventi:

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