Lunedì 09 Agosto 2010

La decisione di separarsi

Scritto da  Anna Coppola e Ilaria De Vanna
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Credo che la decisione venga presa nel cuore della notte. Sia che arrivi dopo un lento e glaciale accumulo di freddezza o che esploda con un insospettato scoppio di rabbia, questo momento è generalmente preceduto da una storia lunga e tortuosa. Un rapporto che una volta era stato caldo, aperto, sicuro, come l'alternarsi del giorni, apparentemente immutabile, è all'improvviso cambiato lasciando i partner vagare separatamente tra gli oscuri e tortuosi corridoi di una casa che riescono appena a riconoscere. Lontani l'uno dall'altra, prigionieri del loro stesso isolamento, vivono in questo spazio fino a quando non si trasforma in un inferno senza vie di uscita. Solo quando uno dei due è disposto ad avventurarsi fuori, nella desolata pianura, comincia ad intravedersi una soluzione. E' una soluzione al tempo stesso indispensabile e temuta in ogni rapporto significativo, alla quale il partner ricorre solo col più grande senso di dolore e fallimento: il divorzio.

Whitaker, Napier, 1981

La decisione di separarsi è sempre l'epilogo di una lunga storia di sofferenze e mancanze che i componenti di una coppia coniugale vanno accumulando nel corso del tempo. Vivere insieme non è più la condivisione di un sogno; piuttosto viene vissuta la quotidiana negazione di quel sogno che aveva portato all'unione matrimoniale e ognuno si sente sempre più solo. Le sensazioni sono di delusione, di rabbia, di tradimento. Le promesse sono infrante, le speranze deluse, i sogni spezzati. Ciascuno deve curare il proprio dolore.

Quando nessun'altra strada è rimasta, uno o entrambi i partner decidono di separarsi. La scelta, dunque, è stata fatta: dolorosamente, rabbiosamente, ma il passaggio "oltre" è difficoltoso e tante e tante volte in momenti diversi, seduti in una stanza della casa o guardando fuori dal finestrino di un treno che ci porta sul posto di lavoro, guardiamo questa pagina bianca del libro della nostra storia che non riusciamo a scrivere: non sappiamo come continuerà, quale sarà lo scenario, i personaggi, come saremo domani. Siamo assaliti da sentimenti contrastanti: da una parte la voglia di "girar pagina"; dall'altra la curiosità di andare a rileggere quello che è stato, cosa è successo, perché, da quando.

L'operazione si compie generalmente risfogliando le pagine..., ma sarà difficile, quasi impossibile individuare, scorgere il tempo in cui è cominciata questa penosa sensazione di solitudine.

Forse bisognerebbe ritornare a quel contratto iniziale non chiaro, fatto di presunzione di accordi più che di reali consensi; ricordare il momento in cui abbiamo sentito che quel percorso comune deludeva la voglia di scoprire che ci animava all'inizio; recuperare l'attimo in cui abbiamo sentito di intraprendere la scelta di una strada nuova per la quale il vecchio compagno di viaggio non andava più bene, perché la strada nuova era troppo impervia e ricca di incognite, o più semplicemente perché non era una strada percorribile insieme.

L'operazione si presenta difficile, complessa, i ricordi non sono più nitidi; il tempo si confonde con altro tempo, le emozioni con le quotidiane difficoltà di andare avanti.

Più si cerca di fare chiarezza sul perché più tutto si confonde: resta soltanto questa percezione di insoddisfazione, di delusione, di fallimento e di paura per il futuro.

Abbiamo sfogliato molti libri, abbiamo riletto molte storie, dalla fine all'inizio con i protagonisti, alla ricerca di cause e spiegazioni: ogni racconto ha i suoi contenuti, i suoi tempi, le sue scansioni sceniche, è più o meno affollato di coprotagonisti che hanno contribuito ad orientare la storia verso questa conclusione e dunque ogni testo è un'opera prima e unica.

E, tuttavia, all'interno è come se si potesse scorgere una "trama" essenziale: la costruzione di un progetto comune, che è una sorta di coniugazione di progetti individuali; il consenso come modalità di sentire insieme di potercela fare; la fiducia, l'affidarsi e il confidare che sono tutti elementi, a motivo della comune radice, dell'area alleativa in una relazione...E poi...la trama si confonde.

Quando non si riesce più a con-dividere sogni, a mettere insieme il futuro, è il tempo di "dividere" le strade.

 

Tratto da Ci separiamo. Come dirlo ai nostri figli, scritto da Anna Coppola e Ilaria De Vanna, 2005, Edizioni La Meridiana

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