Quando nessun'altra strada è rimasta, uno o entrambi i partner decidono di separarsi. La scelta, dunque, è stata fatta: dolorosamente, rabbiosamente, ma il passaggio "oltre" è difficoltoso e tante e tante volte in momenti diversi, seduti in una stanza della casa o guardando fuori dal finestrino di un treno che ci porta sul posto di lavoro, guardiamo questa pagina bianca del libro della nostra storia che non riusciamo a scrivere: non sappiamo come continuerà, quale sarà lo scenario, i personaggi, come saremo domani. Siamo assaliti da sentimenti contrastanti: da una parte la voglia di "girar pagina"; dall'altra la curiosità di andare a rileggere quello che è stato, cosa è successo, perché, da quando.
L'operazione si compie generalmente risfogliando le pagine..., ma sarà difficile, quasi impossibile individuare, scorgere il tempo in cui è cominciata questa penosa sensazione di solitudine.
Forse bisognerebbe ritornare a quel contratto iniziale non chiaro, fatto di presunzione di accordi più che di reali consensi; ricordare il momento in cui abbiamo sentito che quel percorso comune deludeva la voglia di scoprire che ci animava all'inizio; recuperare l'attimo in cui abbiamo sentito di intraprendere la scelta di una strada nuova per la quale il vecchio compagno di viaggio non andava più bene, perché la strada nuova era troppo impervia e ricca di incognite, o più semplicemente perché non era una strada percorribile insieme.
L'operazione si presenta difficile, complessa, i ricordi non sono più nitidi; il tempo si confonde con altro tempo, le emozioni con le quotidiane difficoltà di andare avanti.
Più si cerca di fare chiarezza sul perché più tutto si confonde: resta soltanto questa percezione di insoddisfazione, di delusione, di fallimento e di paura per il futuro.
Abbiamo sfogliato molti libri, abbiamo riletto molte storie, dalla fine all'inizio con i protagonisti, alla ricerca di cause e spiegazioni: ogni racconto ha i suoi contenuti, i suoi tempi, le sue scansioni sceniche, è più o meno affollato di coprotagonisti che hanno contribuito ad orientare la storia verso questa conclusione e dunque ogni testo è un'opera prima e unica.
E, tuttavia, all'interno è come se si potesse scorgere una "trama" essenziale: la costruzione di un progetto comune, che è una sorta di coniugazione di progetti individuali; il consenso come modalità di sentire insieme di potercela fare; la fiducia, l'affidarsi e il confidare che sono tutti elementi, a motivo della comune radice, dell'area alleativa in una relazione...E poi...la trama si confonde.
Quando non si riesce più a con-dividere sogni, a mettere insieme il futuro, è il tempo di "dividere" le strade.
Tratto da Ci separiamo. Come dirlo ai nostri figli, scritto da Anna Coppola e Ilaria De Vanna, 2005, Edizioni La Meridiana