Il silenzio è sceso sulla casa dopo una lite furibonda, rotto soltanto dai rumori dei gesti quotidiani dalla cucina e dallo studio. Lei è alle prese con la preparazione del pranzo; lui davanti al computer: entrambi silenti, rabbiosi, nemici.
Da quanto tempo hanno smesso di sentirsi compagni; avevano un progetto comune; un sogno, ma di esso restano solo brandelli, pezzi frantumati.
Si aspettavano comprensione, condivisione; ognuno si aspettava che l’altro comprendesse, capisse, ma in questa speranza di aspettative deluse, hanno smesso di parlare, di chiedere.
Ognuno è solo in attesa dell’altro.
Non si riconoscono più.
Il dolore per questo mancato riconoscimento si è stratificato dentro di loro in progressiva sedimentazione, fino a togliere il respiro.
E’ diventato insopportabile e non trova trasformazione se non nella rabbia.
La radice del conflitto è sempre in questa insopportabilità della sofferenza che sta nel mancato riconoscimento e nella paura della separazione.
Tratto da "Senti che urla. Quando i genitori litigano" scritto da Anna Coppola e Ilaria De Vanna, 2005, Edizioni La Meridiana