Recuperando la comune radice dei termini tutela e tutore, potremmo dire che quest'ultima si sostanzia nel processo di accompagnamento dei genitori "divisi" oltre la zona conflittuale attraverso il percorso mediativo.
Il termine percorso indica la scansione in tappe, ciascuna delle quali caratterizzata dalla presenza di elementi che costituiscono la struttura portante dell'attività di mediazione familiare.
Una volta risolto il contratto coniugale, i genitori possono impegnarsi nella costruzione di un altro tipo di contratto, che ha come scopo lo sviluppo di una responsabilità genitoriale condivisa, sia sotto l'aspetto affettivo, sia sotto il profilo educativo. La condivisione è condizione necessaria per supportare una qualità fondamentale del ruolo genitoriale, sia all'interno delle famiglie unite che in quelle "divise", che è l'alleanza.
Quando i genitori prestano il loro consenso al percorso di mediazione, si trovano nella situazione relazionale del con-sentire, ovvero di provare la sensazione di poter con-cordare, con-fidare, approvare, concedere, termini che rimandano tutti al consenso.
Essi decidono di affrontare un percorso, il più delle volte arduo e faticoso, che permette loro di sentirsi ancora genitori: i passi da compiere, per avvicinarsi a tale obiettivo, cominciano dalla possibilità che entrambi si riconoscano attraverso la reciproca sofferenza, esplorino progressivamente i loro bisogni, arrivino con gradualità a fidarsi l'uno dell'altro, aiutandosi nei compiti genitoriali.
Da "VERSO UNA NUOVA ALLEANZA", scritto da Anna Coppola De Vanna, pubblicato sulla rivista "Mosaico di Pace", n.6 - Giugno 2005, pag. 21-23.