La struttura dello spazio, del tempo, dei ruoli, delle comunicazioni è rigida e si fonda su un sostanziale rituale che ha una finalità ben precisa che è quella di emettere un giudizio, una decisione attraverso la quale lo stato rappresentato richiede che venga attivata una restituzione all'offesa recata dalla violazione di una norma, ovvero di una regola socialmente condivisa.
Entrando nella stanza di mediazione essa si rivela immediatamente come un contenitore in cui lo spazio "tra", la posizione mediana è una vera e propria costruzione, può accadere di non riuscire a realizzarla; un contenitore nel quale non viene messo in atto alcun comportamento di potere, dal momento che la relazione si fonda sull'ascolto e sull'accoglienza che realizza un'essenziale forma di riconoscimento che dapprima viene veicolata tramite il mediatore, successivamente tra i due mediati in modo diretto e reciproco.
La comunicazione che si realizza rappresenta fondamentalmente una forma di restituzione della capacità di nominare e dare cittadinanza a quelle parti di sé celate o negate dal e nel conflitto che travalicano i confini rigidi dei contenuti per affermarsi in quanto storia ricca di emozioni.
Non è infatti la verità oggettiva quella che interessa ma il significato dei fatti nel loro svolgersi, significando appunto in maniera differente tra gli attori del fatto.
Allora la struttura cambia più volte nel corso del percorso mediativo, costruendo vicinanze o distanze, a seconda che più facile sia il riconoscimento, più ampia l'accoglienza, assente il giudizio, deruolizzati i protagonisti della vicenda.
Si è tra persone a condividere l'elaborazione dei significati, la trasformazione della relazione, la creazione di riparazioni simboliche o concrete.
La prassi mediativa sconsiglia, in ogni caso, l'intervento di un solo mediatore. I mediatori si alternano senza uno schema prefissato ad eccezione della prima sintesi, che fornisce il quadro della situazione fornito dalle due parti, che viene effettuata da un mediatore designato. Poiché il processo mediativo non si articola in base a "strategie" ma è centrato sull'esperienza nell' hic et nunc, di norma i mediatori non comunicano tra loro. L'alternarsi degli interventi dei mediatori, quindi, è suggerito dalla formazione che essi hanno acquisito e dalle pregresse esperienze di mediazione. Il grado di affiatamento e di accordo all'interno dell'équipe, con riferimento soprattutto al "tempo" giusto degli interventi e alla fluidità del processo mediativo, rappresenta senz'altro una variabile importante.