Aldo e Carlo sono due coetanei che frequentano la stessa scuola media superiore in un piccolo centro della provincia di Bari. Aldo è stato denunciato per lesioni avendo procurato a Carlo, con un pugno, la frattura del setto nasale in seguito alla quale quest'ultimo ha dovuto subire due interventi chirurgici. E' stata avanzata anche una richiesta di risarcimento danni in sede civile.
Durante una gita scolastica, avvenuta qualche tempo prima, tra i due vi era già stato un alterco verbale (in quell'occasione Carlo era stato preso in giro e schernito dai compagni di scuola). I due si erano successivamente incontrati nella piazza del paese assieme alle rispettive "comitive": Carlo ha dato una spinta ad Aldo che ha reagito con un pugno.
In mediazione i due ragazzi prendono ad accusarsi reciprocamente. Carlo dice di "volere giustizia" perché ha dovuto subire le conseguenze dolorose di due interventi chirurgici. Aldo replica di aver agito per "legittima difesa".
I mediatori accolgono le emozioni di rabbia e di risentimento e spostano l'attenzione dal conflitto alle rispettive esperienze esistenziali. Emerge che Carlo si è sempre sentito un ragazzo "diverso", in quanto particolarmente introverso e taciturno, e perciò ha dovuto subire, sin da piccolo gli scherzi crudeli dei suoi coetanei.
Il litigio con Aldo ha rappresentato per lui un momento di riscatto e di rivalsa.
D'altro canto Aldo si è molto spaventato per le conseguenze del suo gesto che sono andate ben oltre le sue intenzioni. Inoltre, in seguito a quest'episodio, che ha avuto una certa risonanza nel paese, si è sentito anch'egli emarginato e discriminato, nonché oggetto di pubblica disapprovazione.
I mediatori accolgono entrambe queste sofferenze permettendo ai due ragazzi di trovare un punto di contatto emotivo che porta alla riconciliazione. Carlo accetta le scuse di Aldo perché sente che questi è sinceramente dispiaciuto per l'accaduto.