La rabbia, il risentimento aumentano nell’animo di Roberto che, nel pomeriggio, incontrando Andrea, lo aggredisce procurandogli gravi lesioni. Seguono la denuncia, l’ospedalizzazione di Andrea, il procedimento penale di Roberto
Incontriamo i due ragazzi per tentare una riconciliazione, come è previsto dal progetto di messa alla prova.
Si ripropone il racconto dell’evento e Andrea descrive la ripetuta esperienza di ospedalizzazione.
Roberto dice: “ E’ la prima volta che sento quanto dolore e fatica gli è costato quel pugno”.
È la volta di Roberto a parlare: “Da quel giorno tutto il paese mi ha guardato male … gli stessi amici che mi avevano istigato a vendicarmi, si sono allontanati da me e ripetono che sono stato violento …che ho esagerato”.
Roberto e Andrea, entrati nella stanza di mediazione nei rispettivi ruoli di reo e vittima, ora parlano tra loro come due ex amici e, via via che l’incontro procede, esprimono il desiderio di poter riprendere l’antico legame di amicizia.
“…Da quando è successo il fatto, non ci siamo più parlati, né salutati. Si potrebbe cominciare con il saluto: “… Ciao, come stai?”.
Riflettendo meglio, uno dei due dice: “…Nel nostro paese, quando due amici si incontrano, si salutano così: “… Ehi, tuttapposto?”
E l’altro: “… Quelli del gruppo non ci crederanno … e verremo sulla Gazzetta…”.
Già, “finire sul giornale” come vittime o colpevoli di fatti negativi è semplice…
… forse bisognerebbe raccontare di più dei ragazzi che imparano, a proprie spese e con una certa fatica, a superare le maglie e le barriere del conflitto e a ricostruire legami.