Nel soggiorno di una casa il papà chiama a raccolta i tre figli: Simone di tre anni; Francesca di nove e Giulia di 15; chiede loro di sedere attorno al tavolo e annuncia: "Io e la mamma abbiamo qualcosa da dirvi". Il tono della voce è serio, l'espressione di entrambi i genitori un po' tesa.

Francesca e Giulia siedono, mentre Simone si accomoda sul pavimento stringendo tra le mani il suo giocattolo preferito.

Papà: "...bambini, io e la mamma dobbiamo dirvi qualcosa di molto importante...Avete già notato che da qualche tempo litighiamo spesso e questo vi fa star male...Noi non andiamo più d'accordo...e così abbiamo deciso di separarci".

Francesca interviene "...perché? Non potete fare pace? Io non voglio..." e la voce è rotta dal pianto.

La madre interviene "...Non dovete preoccuparvi, vedrete che staremo tutti meglio..."

Giulia risponde con un tono molto arrabbiato: "Certo! Voi starete meglio! Si capisce che siete soltanto due egoisti...pensate soltanto a voi e a noi chi ci pensa?"

La tensione sale, i genitori si sentono sempre più in difficoltà e cercano di rassicurare i figli.

Uno degli aspetti più difficili da gestire, una volta che la decisione di separarsi è stata presa, è quello di comunicarla ai figli. I genitori si chiedono ripetutamente come realizzare questa comunicazione, quando farlo e che cosa dire ai figli riguardo la separazione.

Essi non sanno come raccontare le motivazioni della loro scelta, cosa prospettare loro rispetto ai cambiamenti che si verificheranno nelle loro vite, ecc. Molti genitori entrano in crisi poiché immaginano che la notizia susciterà nei figli sentimenti di rabbia, tristezza, angoscia. La consapevolezza di aver fatto una scelta precisa, quella di separarsi, e di doverla comunicare ai figli, contrasta con il loro istinto di proteggerli dai sentimenti negativi e dalla sofferenza che ne deriveranno. Questi timori a volte sono talmente forti che molti genitori non riescono mai a superarli e a trovare il momento per parlare con i loro figli di quello che sta succedendo. Capita spesso che i genitori non dicano nulla ai figli fino a quando non possono evitarlo, magari perché uno dei due coniugi è andato già via di casa.

L'operazione non sarà sempre facile, dal momento che questo evento, in tutta la sua complessità, è costituito da una serie di tappe emotive che accompagnano la costruzione della decisione, che iniziano molto prima di quel momento in sé e si prolungano molto oltre nel tempo. Questi sentimenti e tappe emotive pur variando nell'intensità con cui si manifestano, sono fisiologiche di tutti i processi di separazione.

Come abbiamo visto, la decisione di separarsi è preceduta da sentimenti di insoddisfazione, alienazione, solitudine e disperazione provati da uno o da entrambi i coniugi.

Credo che la decisione venga presa nel cuore della notte. Sia che arrivi dopo un lento e glaciale accumulo di freddezza o che esploda con un insospettato scoppio di rabbia, questo momento è generalmente preceduto da una storia lunga e tortuosa. Un rapporto che una volta era stato caldo, aperto, sicuro, come l'alternarsi del giorni, apparentemente immutabile, è all'improvviso cambiato lasciando i partner vagare separatamente tra gli oscuri e tortuosi corridoi di una casa che riescono appena a riconoscere. Lontani l'uno dall'altra, prigionieri del loro stesso isolamento, vivono in questo spazio fino a quando non si trasforma in un inferno senza vie di uscita. Solo quando uno dei due è disposto ad avventurarsi fuori, nella desolata pianura, comincia ad intravedersi una soluzione. E' una soluzione al tempo stesso indispensabile e temuta in ogni rapporto significativo, alla quale il partner ricorre solo col più grande senso di dolore e fallimento: il divorzio.

Whitaker, Napier, 1981

La decisione di separarsi è sempre l'epilogo di una lunga storia di sofferenze e mancanze che i componenti di una coppia coniugale vanno accumulando nel corso del tempo. Vivere insieme non è più la condivisione di un sogno; piuttosto viene vissuta la quotidiana negazione di quel sogno che aveva portato all'unione matrimoniale e ognuno si sente sempre più solo. Le sensazioni sono di delusione, di rabbia, di tradimento. Le promesse sono infrante, le speranze deluse, i sogni spezzati. Ciascuno deve curare il proprio dolore.

Il silenzio è sceso sulla casa dopo una lite furibonda, rotto soltanto dai rumori dei gesti quotidiani dalla cucina e dallo studio. Lei è alle prese con la preparazione del pranzo; lui davanti al computer: entrambi silenti, rabbiosi, nemici.

Da quanto tempo hanno smesso di sentirsi compagni; avevano un progetto comune; un sogno, ma di esso restano solo brandelli, pezzi frantumati.

Si aspettavano comprensione, condivisione; ognuno si aspettava che l’altro comprendesse, capisse, ma in questa speranza di aspettative deluse, hanno smesso di parlare, di chiedere.

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