Lunedì 11 Ottobre 2010

I padri nei manuali

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Andare alla ricerca del padre, non di quello personale, storico, né di quello variamente espresso dai tanti padri incontrati qua e là, ma del padre descritto, analizzato, studiato con la miope lente dell’osservazione sociologica o con quella deformante della psicologia è un percorso avvilente, tragico quasi disperante.

Ridondantemente si ripropongono figure-costruzioni, più pregiudizi e stereotipi sociali “che oscillano tra il vecchio modello dell’autoritarismo paterno privo di anima e il nuovo prototipo di mammo che per accedere al mondo del figlio dovrebbe imitare il materno senza scoprire una sua propria identità”.

Il “padre mammo”: ancora uno stereotipo teso a rimarcare la parzialità, a creare conflitti, a declinare una sorta di differenziazione aprioristica data una volta per tutte. Della serie: il padre è solo e soltanto autorità, freddezza, potere; se rivela altre caratteristiche, esse sono appannaggio del femminile e dunque è il padre materno.

E se fosse, invece, un desiderio di dare voce, finalmente, anche a quelle parti del sé che nel tempo sono andate, per così dire, ad atrofizzarsi per mancato utilizzo?

Certo è  che ciascuno di noi conserva un desiderio struggente di un padre amorevole e se lo porta dentro per tutta la vita.

Essere clandestini dei propri sentimenti, essere impossibilitati ad approdare alla pienezza del mondo affettivo e relazionale, nascondersi: questo sembra essere stato il destino dei nostri padri.

Ascoltare empaticamente i dolorosi ricordi dell’infanzia dei giovani padri alle prese con le incertezze sulla loro paternità è un viaggio in questa clandestinità.

Il viaggio teso a ritrovare quelle dimensioni clandestine viene spesso individuato come un modo di rinnegare i padri, di realizzare una sorta di discontinuità rispetto alla personale esperienza filiale.

Dal mio punto di vista, il luogo è la zona oscura di tutte quelle parti negate nella storia del rapporto padre-figli; è in quella strana magia di un sentimento simile alla “nota blu” della musica blues, malinconica e piena di speranza allo stesso tempo.

 

tratto da Di Padre in Padre. I tempi della paternità di Anna Coppola De Vanna, Fulvia D'Elia e Lazzaro Gigante, Edizioni La Meridiana, 2008

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