Lunedì 15 Febbraio 2010 08:35

Amiche

di  Ilaria De Vanna
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Angela e Silvana sono due ragazze di 18 e 15 anni. Angela ha querelato Silvana per il reato di ingiuria.

L'iniziativa penale scaturisce da una vicenda più ampia, che coinvolge i rispettivi fidanzati, e che riguarda un infortunio subito da Angela dal quale la ragazza ha riportato seri danni fisici.

Prima di questo episodio Angela e Silvana erano grandi amiche. La loro era una storia piena di condivisione: di esperienze, di affetti, di segreti. Ora non si parlano più, non si salutano nemmeno.

Incontrate singolarmente dai mediatori, dichiarano la disponibilità a sperimentare un percorso di mediazione, ma,in realtà, hanno molta paura di incontrarsi.

Nella stanza di mediazione sembra non esserci più traccia del loro affetto, della loro complicità: sono due nemiche; sedute lontane, non riescono a guardarsi. Silvana è tesa e silenziosa; Angela è insofferente e vorrebbe scappare via.

I mediatori le osservano e le ascoltano sull'episodio che ha scatenato il conflitto. Silvana e Angela sono imprigionate nel tradimento subito, incementate nel sentimento di ingiustizia per essere state travolte da una esperienza che non sanno gestire perché più grande di loro e che rischia di decretare la morte della loro amicizia.

I mediatori specchiano il tradimento e l'ingiustizia, accolgono la solitudine delle ragazze, il senso di smarrimento, la paura di perdersi. Lo specchio delle emozioni consente un primo tentativo di riavvicinamento.

Angela e Silvana raccontano la storia della loro amicizia,ricordando l'importanza del loro legame, evocando episodi spiacevoli e goliardici, vissuti insieme, come due sorelle.

"Spesso", dice Silvana "ci piaceva stare un po' per conto nostro,lontane dagli altri amici; parlavamo di noi in compagnia di una bella sigaretta". Silvana descrive quei momenti con nostalgia, quasi che il fumare con Angela di nascosto dai suoi genitori fosse un rituale a sugello della loro complicità che ora non c'è più.

"Ricordo" dice Angela a proposito del loro ultimo incontro in Tribunale, "che ero così nervosa da avere la necessità di fumarne un intero pacchetto e forse mi sarebbe bastata una sola sigaretta da dividere con Silvana ...ma lei era così distante!".

Il livello emotivo cambia, le ragazze si guardano, sorridono, si commuovono, manifestano il loro dispiacere per quanto è accaduto e il desiderio di tornare a fidarsi l'una dell'altra.

E come una volta, nella stanza di mediazione, Silvana e Angela si ritrovano in un dolore attuale: la malattia dei rispettivi padri, scoperta per entrambe da poco, e che le fa sentire indispensabili l'una per l'altra.

Dopo due ore di mediazione sono stanche e chiedono una pausa.

I mediatori lasciano la stanza e dallo specchio unidirezionale continuano ad osservarle: Angela e Silvana ora chiacchierano con la complicità di un tempo...e si accendono una sigaretta.

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