Mercoledì 20 Gennaio 2010 18:02

Ehi, tuttapposto?

di  Anna Coppola
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Roberto e Andrea sono due ragazzi che vivono in un paesino di 2.000 abitanti della provincia di Bari.

Roberto ha 20 anni, Andrea 18, frequentano la stessa scuola, trascorrono il tempo libero nell’unica piazzetta del paese, come tutti i loro coetanei. Una mattina di tre anni fa, mentre sono insieme al solito gruppo di amici, cominciano a discutere animatamente, vengono alle mani e Roberto ha la peggio. Il coro dei coetanei schernisce Roberto che si è fatto menare da Andrea che è più piccolo.

La rabbia, il risentimento aumentano nell’animo di Roberto che, nel pomeriggio, incontrando Andrea, lo aggredisce procurandogli gravi lesioni. Seguono la denuncia, l’ospedalizzazione di Andrea, il procedimento penale di Roberto

Incontriamo i due ragazzi per tentare una riconciliazione, come è previsto dal progetto di messa alla prova.

Si ripropone il racconto dell’evento e Andrea descrive la ripetuta esperienza di ospedalizzazione.

Roberto dice: “ E’ la prima volta che sento quanto dolore e fatica gli è costato quel pugno”.

È la volta di Roberto a parlare: “Da quel giorno tutto il paese mi ha guardato male … gli stessi amici che mi avevano istigato a vendicarmi, si sono allontanati da me e ripetono che sono stato violento …che ho esagerato”.

Roberto e Andrea, entrati nella stanza di mediazione nei rispettivi ruoli di reo e vittima, ora parlano tra loro come due ex amici e, via via che l’incontro procede, esprimono il desiderio di poter riprendere l’antico legame di amicizia.

“…Da quando è successo il fatto, non ci siamo più parlati, né salutati. Si potrebbe cominciare con il saluto: “… Ciao, come stai?”.

Riflettendo meglio, uno dei due dice: “…Nel nostro paese, quando due amici si incontrano, si salutano così: “… Ehi, tuttapposto?”

E l’altro: “… Quelli del gruppo non ci crederanno … e verremo sulla Gazzetta…”.

Già,  “finire sul giornale” come vittime o colpevoli di fatti negativi è semplice…

… forse bisognerebbe raccontare di più dei ragazzi che imparano, a proprie spese e con una certa fatica, a superare le maglie e le barriere del conflitto e a ricostruire legami.

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