Storie di Mediazione Penale

Anna e Nicola in passato erano amici e compagni di scuola. Una sera, dopo una festa, Anna rimane sola con Nicola ed un altro amico e i due tentano di abusare di lei.

Nella stanza di mediazione siedono una accanto all’altro ma evitano di guardarsi e di rivolgersi parola. I mediatori chiedono loro, uno alla volta, di ricordare l’accaduto e accolgono la sofferenza di Anna e la solitudine di Nicola. Entrambi i ragazzi raccontano il cambiamento avvenuto nelle loro vite dopo quella sera.

Mercoledì 17 Novembre 2010

L'amico ritrovato

Dario e Saverio sono due compagni di scuola. Abitano nella stessa strada e si frequentano anche come amici. Un giorno all’uscita di scuola, mentre attendono l’autobus per tornare a casa iniziano a prendersi in giro e poi a discutere. La discussione si fa sempre più accesa, tanto da suscitare la curiosità di quanti si trovano accanto a loro alla fermata dell’autobus. Saverio prende in giro Dario perché è molto bravo a scuola e Dario, stanco delle continue offese e di essere sempre etichettato come “secchione”, si rivolge a Saverio rispondendogli in maniera violenta e offensiva. A quel punto Saverio, in preda alla rabbia per le offese ricevute, schiaffeggia Dario che perde l’equilibrio e cade a terra. L’autobus arriva e Saverio sale lasciando Dario a terra.

Durante gli incontri individuali per l’acquisizione del consenso entrambi i ragazzi raccontano l’episodio dal loro punto di vista e le conseguenze che hanno dovuto sopportare nei mesi successivi. Dario è molto arrabbiato. A causa dello schiaffo ha subito la rottura del timpano e per questo ha dovuto rinunciare alla sua passione, diventare un tuffatore.

Lunedì 12 Aprile 2010

Compaesani

Giovanni, 16 anni, è stato denunciato per ingiurie e lesioni da un adulto, suo compaesano, Francesco. Quest'ultimo è transitato con la propria automobile ad elevata velocità, in due occasioni distanziate da un breve intervallo di tempo, davanti all'abitazione di Giovanni che si trovava in compagnia dei propri nipotini. Giovanni lo ha aggredito verbalmente e lo ha schiaffeggiato.

L'atmosfera tra i due, in mediazione, è particolarmente tesa. Francesco è offeso per l'affronto subito, peraltro alla presenza dei suoi familiari. Giovanni rivendica le sue ragioni: si è sentito in dovere di proteggere i suoi nipotini dalla condotta sconsiderata di Francesco.

I mediatori concedono ai mediati il "tempo" di esprimere i propri punti di vista, ne rispecchiano le emozioni e indirizzano l'attenzione verso le esperienze esistenziali di entrambi. Giovanni è rimasto orfano di padre in tenera età e, pertanto, ha dovuto assumere precocemente pesanti responsabilità: il bisogno di protezione nei confronti dei nipotini è espressione di questa sua "adultizzazione", ma assume anche il carattere di esigenza personale frustrata.

Lunedì 05 Aprile 2010

Compagni di scuola

Aldo e Carlo sono due coetanei che frequentano la stessa scuola media superiore in un piccolo centro della provincia di Bari. Aldo è stato denunciato per lesioni avendo procurato a Carlo, con un pugno, la frattura del setto nasale in seguito alla quale quest'ultimo ha dovuto subire due interventi chirurgici. E' stata avanzata anche una richiesta di risarcimento danni in sede civile.

Durante una gita scolastica, avvenuta qualche tempo prima, tra i due vi era già stato un alterco verbale (in quell'occasione Carlo era stato preso in giro e schernito dai compagni di scuola). I due si erano successivamente incontrati nella piazza del paese assieme alle rispettive "comitive": Carlo ha dato una spinta ad Aldo che ha reagito con un pugno.

In mediazione i due ragazzi prendono ad accusarsi reciprocamente. Carlo dice di "volere giustizia" perché ha dovuto subire le conseguenze dolorose di due interventi chirurgici. Aldo replica di aver agito per "legittima difesa".

Lunedì 29 Marzo 2010

Tre ragazzi

Tre adolescenti di un paese della provincia di Bari, sono stati denunciati per aver danneggiato, a sassate, un'automobile. Quest'ultima era guidata dal figlio del proprietario che si trovava in compagnia del fratello (entrambi i ragazzi erano quasi coetanei degli autori del reato). Sembra che tra i due gruppi di vi siano state reciproche scorrettezze e insulti. Gli autori del reato avrebbero danneggiato l'automobile per "dare una lezione" agli altri due.

La mediazione si svolge tra i tre ragazzi ed il proprietario dell'auto. L'adulto assume il ruolo del "moralista-redentore": "Sono disposto a perdonarvi purché dimostriate il vostro pentimento! Continuando così, provenendo da quell'ambiente, rischiate di diventare dei criminali!".

La posizione dei ragazzi appare, simmetricamente, oppositiva: "I tuoi figli volevano fare gli spacconi; si credono chissà chi perché hanno i soldi; non potevamo farci mettere sotto!".

Per tutelare la privacy dei protagonisti delle storie raccontate sono stati utilizzati nomi di fantasia.

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