Primo incotro di mediazione familiare con Anna e Michele
Anna e Michele, separati da cinque anni, arrivano al centro di mediazione dietro suggerimento dei loro avvocati.
Da quando Michele è andato via da casa non comunicano più: utilizzano la loro figlia di dieci anni, Martina, per le "comunicazioni di servizio" e quando hanno la necessità di parlare di problemi più complessi, lo fanno esclusivamente alla presenza dei loro avvocati.
Anna dichiara subito che tra loro non c'è mai stata comunicazione: lei e Michele sono persone troppo diverse e questa diversità è stata la causa del loro allontanamento, soprattutto dopo la nascita di Martina. Vuole comprendere in cosa consiste il percorso di mediazione, ma mostra al riguardo un atteggiamento timoroso: teme di perdere la serenità e l'equilibrio faticosamente ritrovato nel corso di questi ultimi anni e sente di non avere le energie per tornare ad affrontare argomenti troppo dolorosi riguardanti il suo passato con Michele.
Un incontro
Incontriamo Michela e Matteo. E' il loro primo incontro congiunto. Negli incontri individuali per l'acquisizione del consenso avevano già avuto la possibilità di farsi conoscere, di raccontare la loro storia, di far ascoltare il loro punto di vista. Sono entrambi tesi, nervosi, evitano di guardarsi.
Sappiamo quanto sia importante per loro, in questi primi momenti, sentirsi accolti, iniziare a prendere confidenza con la stanza di mediazione, e quindi, per prima cosa cerchiamo di metterli a loro agio, di rassicurarli. Poi spieghiamo il senso del nostro incontro, il significato del percorso di mediazione. Chiediamo, infine, ad entrambi, uno alla volta, di fare la fotografia del momento che stanno vivendo.
E' molto difficile per loro trovarsi fianco a fianco e doversi ascoltare, si aggrediscono reciprocamente di continuo e noi mediatori dobbiamo fare un grosso sforzo per cercare di contenerli. Sentiamo forte il loro bisogno di dare sfogo alle emozioni. Ma sentiamo anche la necessità di ristabilire l'ordine, di richiamarli al rispetto reciproco, per dare ad entrambi la possibilità di esprimere la propria opinione, di raccontare la propria storia, in presenza dell'altro.
Fuori dalle "etichette"
Anna e Marco, rispettivamente 26 e 27 anni, sono separati da un anno e hanno tre bambini piccoli: Alessandro di 6 anni, Roberto di 3 e Luca di 8 mesi, nato quando erano già separati.
Quando si incontrano nella stanza di mediazione, sui loro volti si legge tensione e preoccupazione: è da molto tempo che non parlano e che non si ritrovano seduti l'uno accanto all'altro.
Negli ultimi mesi tra loro ci sono state solo "comunicazioni di servizio" per la gestione dei bambini.
I mediatori chiedono loro di provare a dare una fotografia della loro situazione attuale e Marco esordisce dicendo che vorrebbe semplicemente vedere i suoi figli, ma questo non gli è consentito. E' molto sfiduciato, dice di essere stanco di dover combattere per poter ottenere quello che è un suo diritto ed è convinto che non ci sia nulla da fare perché le cose cambino. Vuole solo avere la possibilità di fare il padre e teme che i bambini, Alessandro in particolare perché più grande e più consapevole, stiano soffrendo per la sua assenza.
Genitori allo specchio
Genitori allo specchio, genitori che si confessano, che raccontano della percezione di fallimento, del senso di impotenza, della vera e propria disperazione ... genitori che hanno perso il piacere del rapporto con i figli per non perdere il potere legato a quel ruolo.
Quando è cominciata questa sensazione di malessere, da quanto tempo sento come genitore di non riconoscere più mio figlio?
Come dal tempo del gioco spensierato, della condivisione dello stupore, dell'abbraccio si è passati alla banale stereotipia dei giochi di ruolo, alla comunicazione-informazione: "Com'è andata a scuola?"
A proposito di famiglia
Riflessioni sul film "Ricordati di me" di Gabriele Muccino
Da qualche tempo, tutti i temi che riguardano la famiglia, specie quando al suo interno le relazioni creano conflitti e legami disperanti, catturano l'interesse della opinione pubblica. Verosimilmente sarà perché quello di cui si parla è comune alle nostre famiglie, a quelle della porta accanto, a quelle della nostra società.
Gli elementi che le contraddistinguono individuano, fondamentalmente forme di disagio, di sofferenza, di difficoltà nella comunicazione. E' come se ciascuno dei componenti la famiglia si fosse costruito uno spazio personale, invalicabile, incomunicabile all'interno del quale rimugina la sua solitudine, attribuendone la causa agli altri.
Il contratto iniziale della coppia coniugale che prevedeva la condivisione di un sogno sembra infranto: le clausole contrattuali, disattese, impongono una sorta di risarcimento la cui richiesta, per lo più rabbiosa, produce la lite o il silenzio dolente.
Per tutelare la privacy dei protagonisti delle storie raccontate sono stati utilizzati nomi di fantasia.
Argomenti
Corso di Mediazione Familiare
Aperte le iscrizioni al Corso di Mediazione Familiare e Gestione dei Conflitti 2012/2013
Corso per Mediatori Civili e Commerciali
Aperte le iscrizioni al Corso per Mediatori Civili e Commerciali per la sessione di febbraio 2012
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