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Mercoledì 12 Maggio 2010

Fuori dalle "etichette"

Anna e Marco, rispettivamente 26 e 27 anni, sono separati da un anno e hanno tre bambini piccoli: Alessandro di 6 anni, Roberto di 3 e Luca di 8 mesi, nato quando erano già separati.

Quando si incontrano nella stanza di mediazione, sui loro volti si legge tensione e preoccupazione: è da molto tempo che non parlano e che non si ritrovano seduti l'uno accanto all'altro.

Negli ultimi mesi tra loro ci sono state solo "comunicazioni di servizio" per la gestione dei bambini.

I mediatori chiedono loro di provare a dare una fotografia della loro situazione attuale e Marco esordisce dicendo che vorrebbe semplicemente vedere i suoi figli, ma questo non gli è consentito. E' molto sfiduciato, dice di essere stanco di dover combattere per poter ottenere quello che è un suo diritto ed è convinto che non ci sia nulla da fare perché le cose cambino. Vuole solo avere la possibilità di fare il padre e teme che i bambini, Alessandro in particolare perché più grande e più consapevole, stiano soffrendo per la sua assenza.

Lunedì 26 Aprile 2010

Genitori allo specchio

Genitori allo specchio, genitori che si confessano, che raccontano della percezione di fallimento, del senso di impotenza, della vera e propria disperazione ... genitori che hanno perso il piacere del rapporto con i figli per non perdere il potere legato a quel ruolo.

Quando è cominciata questa sensazione di malessere, da quanto tempo sento come genitore di non riconoscere più mio figlio?

Come dal tempo del gioco spensierato, della condivisione dello stupore, dell'abbraccio si è passati alla banale stereotipia dei giochi di ruolo, alla comunicazione-informazione: "Com'è andata a scuola?"

Lunedì 19 Aprile 2010

A proposito di famiglia

Riflessioni sul film "Ricordati di me" di Gabriele Muccino

Da qualche tempo, tutti i temi che riguardano la famiglia, specie quando al suo interno le relazioni creano conflitti e legami disperanti, catturano l'interesse della opinione pubblica. Verosimilmente sarà perché quello di cui si parla è comune alle nostre famiglie, a quelle della porta accanto, a quelle della nostra società.

Gli elementi che le contraddistinguono individuano, fondamentalmente forme di disagio, di sofferenza, di difficoltà nella comunicazione. E' come se ciascuno dei componenti la famiglia si fosse costruito uno spazio personale, invalicabile, incomunicabile all'interno del quale rimugina la sua solitudine, attribuendone la causa agli altri.

Il contratto iniziale della coppia coniugale che prevedeva la condivisione di un sogno sembra infranto: le clausole contrattuali, disattese, impongono una sorta di risarcimento la cui richiesta, per lo più rabbiosa, produce la lite o il silenzio dolente.

Lunedì 12 Aprile 2010

Compaesani

Giovanni, 16 anni, è stato denunciato per ingiurie e lesioni da un adulto, suo compaesano, Francesco. Quest'ultimo è transitato con la propria automobile ad elevata velocità, in due occasioni distanziate da un breve intervallo di tempo, davanti all'abitazione di Giovanni che si trovava in compagnia dei propri nipotini. Giovanni lo ha aggredito verbalmente e lo ha schiaffeggiato.

L'atmosfera tra i due, in mediazione, è particolarmente tesa. Francesco è offeso per l'affronto subito, peraltro alla presenza dei suoi familiari. Giovanni rivendica le sue ragioni: si è sentito in dovere di proteggere i suoi nipotini dalla condotta sconsiderata di Francesco.

I mediatori concedono ai mediati il "tempo" di esprimere i propri punti di vista, ne rispecchiano le emozioni e indirizzano l'attenzione verso le esperienze esistenziali di entrambi. Giovanni è rimasto orfano di padre in tenera età e, pertanto, ha dovuto assumere precocemente pesanti responsabilità: il bisogno di protezione nei confronti dei nipotini è espressione di questa sua "adultizzazione", ma assume anche il carattere di esigenza personale frustrata.

Lunedì 05 Aprile 2010

Compagni di scuola

Aldo e Carlo sono due coetanei che frequentano la stessa scuola media superiore in un piccolo centro della provincia di Bari. Aldo è stato denunciato per lesioni avendo procurato a Carlo, con un pugno, la frattura del setto nasale in seguito alla quale quest'ultimo ha dovuto subire due interventi chirurgici. E' stata avanzata anche una richiesta di risarcimento danni in sede civile.

Durante una gita scolastica, avvenuta qualche tempo prima, tra i due vi era già stato un alterco verbale (in quell'occasione Carlo era stato preso in giro e schernito dai compagni di scuola). I due si erano successivamente incontrati nella piazza del paese assieme alle rispettive "comitive": Carlo ha dato una spinta ad Aldo che ha reagito con un pugno.

In mediazione i due ragazzi prendono ad accusarsi reciprocamente. Carlo dice di "volere giustizia" perché ha dovuto subire le conseguenze dolorose di due interventi chirurgici. Aldo replica di aver agito per "legittima difesa".

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