Lunedì, 31 Gennaio 2011 07:00

La mediazione familiare

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Cosa può  accadere se introduciamo un elemento nuovo come la mediazione familiare? La mediazione familiare è una “informazione” nuova che tende a produrre un cambiamento. La sua capacità  di produrre trasformazioni è connessa fondamentalmente con il fatto che inserisce elementi che si fondano su nuove logiche, producendo nuovi e diversi comportamenti.

Il primo elemento di segno diverso è rintracciabile nel fatto che nella mediazione non hanno cittadinanza l'uso e la gestione del potere.
Il mediatore non decide, non risolve, non giudica, non esprime valutazioni, non suggerisce soluzioni. Pertanto, se per esempio al sistema degli operatori sostituiamo quello della mediazione, di per sé questo intervento non è  orientato a supportare la decisione del giudice; esso è organizzato a tirar fuori le risorse dei genitori/coniugi finalizzate alla ricerca e alla scoperta di soluzioni che attengono alle scelte fondamentali.

In questo senso è un sistema che rifiuta la delega decisionale e con essa ogni iniziativa tendente a individuare buoni e cattivi, adeguati e inadeguati e, conseguentemente, libera i genitori/coniugi da ogni dipendenza dal potere degli operatori. Questo restituisce in modo sano le capacità decisionali in capo ai genitori e, con esse, la legittima responsabilità a tutelare l'interesse dei figli.

Ne consegue che la logica che opera sostituisce quella della contesa e si connota come collaborativa nel sostegno alla qualità essenziale dell'impegno genitoriale che è l'alleanza. Non vi è, in sostanza, altro modo per risolvere il conflitto che quello di affidare alle stesse parti in contesa il compito di farlo.

Si tratta di una comunicazione che evoca atteggiamenti e comportamenti diversi da quelli messi in atto nel conflitto. Nulla più che si fondi sulla teoria dei giochi, ovvero del gioco “a somma zero”, per il quale ogni giocatore è contro l'altro e alla vincita dell'uno corrisponde la perdita dell'altro.

E' sufficiente che in uno degli elementi di comunicazione/relazione tra le parti in conflitto si inneschi il cambiamento per produrre proficue modificazioni in tutti gli altri elementi componenti il sistema stesso.

Un ruolo importante in tal senso potrebbero avere gli avvocati se supportassero i comportamenti genitoriali verso il riconoscimento dei bisogni dei figli, in vista della realizzazione di una sana bi-genitorialità. Questo nuovo sistema di risoluzione di un conflitto familiare invia ai genitori in contesa una comunicazione efficace, capace di orientarli alla ricerca di soluzioni concordate, in quanto rimesse alla loro responsabilità.

In conclusione, il ricorso alla mediazione familiare introduce un elemento di novità  capace di orientare le relazioni familiari in una direzione risolutoria del conflitto.

 

tratto da "Quando la guerra entra in casa", di Ilaria de Vanna, pubblicato sulla rivista "Mosaico di Pace", n.6 - Giugno 2005, pag. 19-20

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