Approfondimenti sulla Mediazione

Evidentemente, si tratta di concepire un sistema che non è dato dalla semplice elencazione o somma degli elementi che lo compongono (vittima, reo, mediatori, reato, inviante, esito), ma un sistema che sia la costruzione che se ne ricava e che deriva dall'intrecciarsi delle qualità costitutive dei singoli elementi in relazione tra loro.

Per coglierne la peculiarità, si può partire dall'analisi delle differenze tra sistema giudiziario e sistema mediativo.

Un'aula giudiziaria è uno spazio la cui strutturazione è connessa con l'obiettivo funzionale che è connotato essenzialmente dall'esercizio del potere, potere giudicante in prevalenza con tutti i suoi simboli (toga, linguaggio tecnico-giuridico); le comunicazioni sono veicolate attraverso una rigida schematizzazione di ruoli e funzioni (pubblico ministero, collegio giudicante, reo, difensori, vittima) ed è dunque una comunicazione nella quale rivestono carattere privilegiato i contenuti (informazioni, testimonianze, fatti, accertamento della verità).

Mercoledì 03 Marzo 2010 08:27

Vittima e reo oltre le categorie

Il passaggio dalla considerazione della particolare fase della storia evolutiva dell'individuo che chiamiamo adolescenza alla presa d'atto della singolarità del comportamento deviante all'interno di tutti quelli possibili adolescenziali, come comunicazione-relazione con la possibile vittima di tale azione, introduce al secondo elemento che individua il sistema mediativo e cioè la particolare costruzione di una peculiare realtà nella stanza di mediazione che è il risultato dello stesso processo mediativo.

Vittima e reo: "fintanto che ciascuno dei due si rapporterà all'altro per il tramite del protocollo rappresentato dal ruolo, un muro di incomprensione e di incomunicabilità impedirà che si riconoscano come persone; quello che è fondamentale per entrambi è abbandonare la "prigione" nella quale ciascuno è rinchiuso ed accogliere le reciproche richieste. In questo modo la violenza, che è espressione della sofferenza, troverà un luogo in cui raccontare se stessa e cercare una nuova definizione; le parti in conflitto possono allora giungere insieme ad una soluzione; la scelta della riparazione è una scelta comune, volontaria: è il passo necessario perché si compia il passaggio che consente di abbandonare il passato per rivolgersi al futuro"(J. Morineau).

Sabato 27 Febbraio 2010 14:22

Adolescenza e identità

Non diciamo nulla di nuovo se affermiamo che l'adolescenza rappresenta la fase dei più forti e dolorosi conflitti a livello individuale, familiare e sociale: il superamento, l'elaborazione di questa situazione conflittuale rappresentano la strategia di passaggio verso una condizione di differente equilibrio.

Ciò avviene in modi differenziati, spesso attraverso segnali di richiamo, grida di aiuto, espressioni di violenza finalizzati ad ottenere risposte di supporto alla fuoruscita da questa condizione di instabilità, incertezza, malessere.

Alla ricerca disperata di una scelta di vita, di un'idea in cui riconoscersi, e investire se stessi, gli adolescenti chiedono al sociale di poter rinvenire al suo interno, indizi, informazioni coerenti su cui strutturare un'identità personale congrua con i progetti di vita. Laddove la ricerca risulta difficile e l'incoerenza, la frammentarietà, la contraddittorietà disorientano, è più facile che essi scelgano l'azione deviante come espressione di sé [...]

Giovedì 18 Febbraio 2010 08:36

Mediazione e Aikido

Molto spesso, parlando di mediazione si cerca di sottolineare quanto essa non sia una tecnica di gestione dei conflitti quanto, piuttosto, un vero e proprio modo di essere. Il mediatore, cioè, non è tale solo quando siede nella stanza di mediazione, ma è una persona capace di esprimere sempre un atteggiamento "mediativo" nei confronti dei conflitti, delle situazioni complesse, degli "altri". Atteggiamento mediativo prevalentemente orientato all'accoglienza, all'ascolto, alla composizione del conflitto attraverso l'utilizzo del dialogo maieutico, che si sostanzia, essenzialmente, nella capacità di ascolto, di accoglienza, di composizione dei conflitti.

Mercoledì 03 Febbraio 2010 19:11

Che cosa è la mediazione

Tutte le volte che mi viene posta così, schematicamente, la domanda, confesso di non saper rispondere. Cerco come punto di riferimento le definizioni contenute nei sacri testi sull’argomento e le trovo concettualmente corrette e, tuttavia, sento che esse sono lontanissime dalla mia esperienza di mediatore.

Sarà forse perché molti di coloro che studiano la mediazione non hanno mai messo piede in una stanza di mediazione, sarà perché si pensa che appartengano allo stesso ordine concettuale la negoziazione, la conciliazione, l’arbitrato o forse, molto più semplicemente, la ragione di questa difficoltà consiste nel fatto che ogni definizione, proprio a motivo del suo carattere generalizzante e categorizzante, esclude o non riesce a contenere la vasta gamma delle ridondanti esperienze umane agite conflittualmente.

Mercoledì 27 Gennaio 2010 19:09

La maschera

Capita in mediazione di provare la sensazione di trovarci di fronte a persone con una maschera sul volto.

Indossare una maschera non è di per sé un fatto negativo: a ciascuno di noi, in talune situazioni può essere capitato di mascherarsi per proteggersi, per non farsi attaccare, per isolarsi.

In tutti questi casi una maschera può servire.

Mercoledì 13 Gennaio 2010 18:48

L'incontro

Salire le scale che portano all’ottavo piano del caseggiato dove è situato l’Ufficio di mediazione recando la cartella, strumento indispensabile della mia vita quotidiana, ricolma di carte e di appunti, pesante quasi come una valigia: una valigia tanto piena di vissuti esistenziali (il bagaglio non solo della mia vita vissuta, ma soprattutto di quelle viste ed ascoltate negli anni della mia professione), una valigia così pesante che sarebbe impossibile portarla su...; e invece salire spesso a piedi, quasi a volersi preparare ad un incontro con coloro che sono lì.

Mercoledì 16 Dicembre 2009 18:32

La posizione mediana

La sensazione più strana, sedendosi di fronte ai confliggenti, è  che l’essere in mezzo non è una strategia, non è una tecnica, non è una qualità; per certi aspetti, mediatori si diventa ogni volta che si entra nella stanza di mediazione e, seduti di fronte ai confliggenti, si cerca la posizione mediana.

Sabato 12 Dicembre 2009 18:20

Mediterraneo

Nasce, quasi per caso, dal confronto con un mediatore americano, il quale, nel corso di una giornata seminariale, supervisionando un roleplaying, di fronte all’esplosione del conflitto e ai modi violenti della sua espressione, intervenne per invitare i «confliggenti» a non urlare, non gesticolare, a concentrarsi sui contenuti del conflitto che li opponeva per ricercare una soluzione.

Corso di Mediazione

Aperte le iscrizioni al Corso di Mediazione Familiare e Gestione dei Conflitti 2010/2011

Sensibilizzazione

Un Giudice di Pace

Corso di sensibilizzazione destinato ai Giudici di pace che vogliano approfondire i temi della mediazione penale nell’ottica di una giustizia riconciliativo-riparativa.

 

Il Coraggio di Comunicare

Percorso di approfondimento sulle tecniche della comunicazione. Il corso prevede 5 sessioni a cadenza bisettimanale.

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